Sunday, October 25, 2015

Cervelli in fuga: gli infermieri italiani scappano a Londra.

E', in sostanza, quanto pubblica Il Fatto Quotidiano, il 25 ottobre 2015, in un articolo a firma di Ludovica Liuni (Regno Unito, la "fuga" degli infermieri italiani: "Qui possiamo fare carriera ed essere considerati persone e non numeri"). Stando a quanto riportato dall'articolo , sono già 2500 gli infermieri italiani che hanno attraversato la Manica e trovato lavoro in Gran Bretagna. Spinti da una maggiore possibilità occupazionale, dalla prospettiva di progressioni di carriera e da salari più alti. La situazione appare paradossale. Secondo una statistica OCSE del 2014, in Italia mancano 60mila infermieri, mentre 25mila laureati continuano a rimanere disoccupati. La recessione economica, iniziata nel 2008, sembra avere pesantemente inciso sul sistema sanitario italiano, con chiusura di posti letto e blocco del turnover.

Saturday, February 28, 2015

Gli infermieri del futuro saranno prodotti da stampanti 3D?

E' la scioccante tesi che avanza Jaron Lanier nel suo ultimo libro, La dignità ai tempi di internet. Per un'economia digitale equa, edito in Italia da il Saggiatore nel 2014. Pioniere dell'informatica, esperto di Realtà virtuale, collaboratore di giganti digitali come Google, Adobe, Oracle e Microsoft, considerato da Time uno dei cento pensatori più influenti del nostro tempo, Lanier vede il futuro socio-assistenziale dominato dai robot. Gli anziani, sostiene Lanier, sono in costante aumento e sta diventando pressoché insostenibile rispondere ai loro bisogni sanitari con efficienza ed efficacia. Inoltre gli infermieri in carne ed ossa sono soggetti a comprensibili errori umani, che potrebbero costare sempre di più in termini di risarcimenti e polizze assicurative. Ecco che diventa allettante l'idea di produrre, magari ricorrendo alle famose stampanti 3D, assistenti e infermieri meno fallibili e più economici. Già ora, scrive Lanier, "i robot possono eseguire compiti piuttosto delicati, come alcune fasi di operazioni chirurgiche, e si stanno rivelando molto più affidabili degli esseri umani in contesti come la guida dei veicoli". Lanier definisce "plausibile" questo, anche per lui inquietante, scenario fantascientifico. Spesso i futurologi sbagliano le previsioni. Vedremo.

Monday, October 21, 2013

Suicidi e disturbi mentali in aumento tra gli infermieri

Due suicidi ed incremento dei disturbi mentali tra gli infermieri padovani. E' questo il bollettino di guerra diffuso dal Corriere del Veneto del 18 ottobre 2013, nell'articolo "Superlavoro e stress emotivo, gli infermieri dallo psichiatra", a firma di Michela Nicolussi Moro. Le cause: carichi di lavoro eccessivi, ferie e riposi che saltano, doppi turni, una pressione lavorativa crescente. L'impossibilità, aggiungo io, di avere una vita privata autonoma dal lavoro, di coltivare i propri hobby e la propria personalità, di studiare o semplicemente di distrarsi. Di godersi la famiglia e i figli, di avere una qualità di vita accettabile. Insomma, in poche parole, di fare una vita normale e umana. Una situazione non limitata a Padova o al solo Veneto, ma a leggere gli articoli sempre più numerosi della stampa locale italiana, una emergenza, vera, che riguarda l'intero territorio nazionale. Eppure, mi risulta esista una normativa europea che impone a qualsiasi azienda, comprese le aziende sanitarie, di garantire un clima lavorativo ottimale. Per fare in modo che il lavoro non diventi una pena e una maledizione biblica, ma una fonte possibile di autorealizzazione e di gratificazione. L'allarme sulla carenza ormai insostenibile delle risorse infermieristice suona già da diverso tempo, ma nessuno in Parlamento sembra raccoglierlo. L'infermiere è un invisibile e in Italia soltanto le categorie che acquisiscono visibilità sui media che contano riscuotono interesse e ottengono risposta ai loro bisogni.

Monday, September 30, 2013

Infermieri motivati ma delusi

"Infermieri tra malessere e orgoglio" titola in apertura, a tutta pagina, Il Sole 24 ore Sanità del 17-23 settembre 2013. L'articolo riferisce di un'indagine, svolta da Cergas Bocconi e Nursind, sugli infermieri italiani. Dallo studio emerge che l'infermiere tipo italiano è orgoglioso del lavoro che svolge e si identifica con la propria professione, ma percepisce uno scarso riconoscimento da parte della società, della politica e dei media. Inoltre si lamenta di un aumento significativo dei carichi di lavoro, nel corso degli ultimi anni, con un incremento dello stress fisico e psichico a fronte di una gestione aziendale percepita come inadeguata, insufficiente e inefficace. Poco consola che i colleghi tedeschi e olandesi, meglio retribuiti e organizzati, manifestino un'insoddisfazione più marcata degli italiani nei confronti della professione. Infine dalla ricerca emerge un progressivo invecchiamento degli infermieri italiani, che potrebbe determinare nel prossimo futuro dei seri problemi di turnover.

Thursday, May 30, 2013

Infermieri. Lo stress lavoro-correlato mina la salute degli operatori e peggiora le prestazioni rese ai cittadini

Viviamo tempi di crisi economica, forse peggiore persino della catastrofe economica del 1929. In Italia il debito pubblico è alle stelle e soldi non ce ne sono. Ed è giusto che si provveda a tagliare la spesa pubblica. Naturalmente con tagli razionali. Non incidendo la carne viva. Purtroppo l'imperatvo di tagliare porta oggi, invece, a tagli lineari e indiscriminati, non a tagli ragionati. Si riducono risorse laddove invece bisognerebbe rafforzare. E' il caso dell'assistenza infermieristica, che andrebbe, nel nostro Paese, potenziata, tenuto conto dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento delle malattie cronico-degenerative. Bloccando invece il turnover, ci informa il Sole Sanità, una testata non certo tenera con gli infermieri, sta peggiorando il clima lavorativo e stanno aumentando gli infortuni del 50% e i problemi di salute degli operatori collegati allo stress da lavoro. E' davvero paradossale che un settore che si occupa della salute degli italiani si dimostri invece così incapace di tutelare la salute di coloro che vi lavorano, con ricadute pesanti sul piano dell'efficienza e dell'efficacia delle prestazioni erogate ai cittadini. La soluzione non è poi così difficile: occorre un management all'altezza dei tempi, che implementi le migliori tecniche di gestione delle risorse umane e sappia correggere la rotta di un economicismo miope e pasticcione, che sta minando non solo la salute dei cittadini, ma persino quella dei bilanci.

Monday, May 07, 2012

Crisi economica e professione infermieristica

Il segretario generale dell'EFN (Federazione Europea delle Associazioni Infermieristiche) Paul de Raeve ha dichiarato:
Gli effetti della crisi economica sugli infermieri e il settore sono visibili: una effettiva riduzione dei posti di lavoro in tutta Europa, tagli agli stipendi degli infermieri, congelamento dei salari, minori percentuali di assunzioni e di mantenimento dei posti di lavoro e casi in cui si è dovuti scendere a compromessi relativamente alla qualità delle cure e alla salute dei pazienti. In tutta Europa tutto ciò si è tradotto in maggiore lavoro per gli infermieri per poter mantenere gli standard di qualità, allo stesso tempo si richiede agli infermieri stessi di lavorare di più e guadagnare di meno. Mancanza di attrezzature, forniture ridotte e personale inadeguato fanno sì che in tutta Europa la vita dei pazienti sia messa in pericolo quotidianamente. Per far sì che gli infermieri possano mantenere alti gli standard di qualità, devono essere intraprese azioni concrete per migliorare le condizioni di lavoro e la formazione degli infermieri.
(Fonte: Il Sole 24 Ore Sanità)

Monday, February 13, 2012

Carenza di infermieri e sicurezza del malato

L'attenzione spasmodica al contenimento dei costi, in tempi di crisi economica, colpisce anche la sanità. Da un lato è giusto che si cerchi di ottimizzare le risorse e di progettare un sistema sanitario economicamente sostenibile. Dall'altro, sarebbe sbagliato sottovalutare i rischi che un ridimensionamento di risorse comporta. I giornali italiani pullulano di articoli in cui si lamenta una carenza cronica di personale infermieristico nelle strutture sanitarie. Spesso la notizia è accolta dal cittadino comune con un'alzata di spalle. Cittadino che spesso non conosce la complessità dell'organizzazione sanitaria ed è convinto (o è stato convinto da una cattiva stampa) che negli ospedali, come in genere nei posti pubblici, si lavori poco.
Ebbene, pur senza creare inutili allarmismi, è bene informare quello stesso cittadino che una carenza di infermieri si può ripercuotere sulla sua stessa sicurezza, una volta che si trovi ad aver bisogno di prestazioni sanitarie.
Soltanto una presenza adeguata di infermieri in corsia e nei servizi territoriali può garantire, come dimostrato da numerose ricerche, una minore frequenza di complicanze ed eventi avversi, ricoveri più brevi e tassi di mortalità più bassi.